Sinestesie Extrò nasce da un’idea semplice e radicale: creare profumi capaci non solo di evocare ricordi e suggestioni, ma di attivare un’esperienza olistica che coinvolga il concetto di sinestesia, ovvero la percezione simultanea e intrecciata dei sensi.
Da I fiori del male di Baudelaire – “…Esistono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli òboi, e verdi come praterie…” – al Gelsomino di Pascoli – “…Dai calici aperti si esala l’odore di fragole rosse…” – al San Martino di Carducci – “…va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar…” – la letteratura è piena di profumi che vengono definiti attraverso termini che si riferiscono al tatto (freschi), al gusto (dolci), alla vista (verdi).
Si pensa che alcuni grandi musicisti siano stati sinesteti, come Mozart. O pittori come Kandinskij che nel 1913 in relazione ad un’opera di Wagner scrisse: “Vidi nella mente tutti i colori che avevo davanti agli occhi. Linee selvagge e fantastiche s’incrociavano di fronte a me. (…) Mi convinsi che la pittura può sviluppare la stessa forza della musica.”
In questo solco si pianta il cofanetto Sinestesie che unisce il CD con 4 tracce interpretate da Emanuele Sartoris insieme a Federica Bertot ai 4 profumi Extrò, in flaconi da 20 ml, che danno il titolo ai brani: Extrò, Cashmere, Danza e Salina. Un evento che fonde musica e profumo in un approccio multisensoriale che vede le fragranze, tutte unisex, progettate per evocare emozioni profonde: il profumo innesca il ricordo, i colori caldi delle essenze richiamano immagini, le forme dei flaconi stimolano il tatto, e persino il gusto viene evocato – nelle pirami olfattive si parla di agrumi, pesca matura, sale marino.
La vista è catturata dall’etichetta dal design artistico che avvolge il packaging richiamando la copertina del CD, in un’edizione limitata e numerata.
Armando Ilič Misasi, 7 agosto 2026