Ricevere in dono l’EDT Espezial è stato sorprendente per molteplici aspetti. Credevo che il contenitore perdesse o che qualche goccia fosse fuoriuscita durante l’imbottigliamento perché, cosa mai capitatami, il profumo si sentiva a tappo ancora serrato stretto. Mi è venuto spontaneo abbinarlo ad un sapone inglese a base di sego, perché un profumo così sontuoso necessita di una schiuma lussureggiante e per la fragranza. Infatti il sapone è aromatizzato al sandalo, pepe nero e cardamomo. Ne è venuta fuori una rasatura dal profumo sottile e complesso di spezie orientali che si sviluppa come cambiasse dalla schiumata all’improfumata. Espezial offre un’esperienza ricca, speziata e calda. Sull’etichetta la piramide olfattiva sembra quella di un set di mazze da golf: legno 1, legno 2, legno 3… Sicuramente fra questi legni ci sono cedro e sandalo, poi altri della famiglia del mirto, magari esotici come gli australiani albero del tè e niaouli, e qualcosa simile all’alloro, come il legno di ho (una varietà di canfora).
All’inizio ho percepito una miscela di agrumi, che includono citronella, mandarino, limone, e arancio, e il legno di cedro. Seguono le spezie come il cardamomo, pepe nero e il tocco leggero del geranio. Il fondo pare scelto per dare al profumo qualche “basso” e il vetiver scorre sul velluto del patchouli per sfumare in una calda ambra vanigliata.
Se ricevere in dono l’EDT Espezial è stato sorprendente per molteplici aspetti, col sapone siamo allo sbalordimento. Innanzitutto perché pur essendo contrario ai combo sapone/dopobarba per filosofia – se l’unico abbinamento giusto fosse il ton sur ton, la mattina nessuno si vestirebbe ma tutti indosserebbero una divisa – mi sono dovuto ricredere. Ne è venuta fuori una rasatura dal profumo sottile e complesso di spezie orientali che si sviluppa come cambiasse dalla schiumata all’improfumata. Espezial offre un’esperienza ricca, saporita e calda. L’insaponata è stata un’altra sorpresa. Infatti, quando mi è stato chiesto cosa pensassi dell’olio di neem per farne un sapone sono rimasto un po’ freddo perché, avendo annusato diverse fragranze nella mia pur scarsa esperienza, so che l’odore dell’olio di neem puro può essere piuttosto pungente e risultare poco gradito, ma tale problema è stato risolto brillantemente addizionandolo con degli oli essenziali profumati che si armonizzano con quella nota pungente stemperandola in qualcosa di morbido, come se schiumasse anche l’odore. Le proprietà dell’olio non sono mai state in discussione, nella medicina ayurvedica tradizionale indiana lo usano per curare tutto, virus, batteri, parassiti, funghi, cura voi, il vostro cane, e le zecche del vostro cane. Non è particolarmente indicato per chi ha la pelle grassa, per via delle sue proprietà idratanti è più adatto alla pelle secca, quindi ad un clima più invernale, però il suo contenuto di vitamine e di acidi grassi essenziali lo rendono adatto alla preparazione di creme per il viso dal potere antiossidante e antietà. Come se ciò non bastasse, è stato addizionato con due vecchie conoscenze dal sapone Bay Rum, l’antirughe coenzima Q10 e la tonificante proteina elastina. Insomma, più che una crema da barba, un vero e proprio trattamento di bellezza. Tant’è che consiglio di fare la passata di conforto. Di solito, per me, l’abitudine di alcuni di mettere una passata di sapone dopo aver tolto il film idrolipidico dalla pelle col rasoio non credo sia granché salutare, ma con questo sapone tocca ricredersi. Nel fare l’insaponata in più sono stato invogliato da una mia scelta avventata: ho usato un pennello da 28 mm di nodo e mi è venuta fuori schiuma per quaranta più che per quattro passate. Dunque, dopo essermi insaponato varie volte, ho finalmente messo l’Acqua di Eucalipto Bio per rinfrescarmi mentre pulivo i ferri e quindi ho fatto la mia solita doccia di dopobarba. Qui il naso è stato pervaso da una tale complessità di aromi legnosi e erbacei che sembra di fare il tour in un orto botanico. Sicuramente fra questi legni ci sono cedro e sandalo, poi altri della famiglia del mirto, magari esotici come gli australiani albero del tè e niaouli, e qualcosa simile all’alloro, come il legno di ho (una varietà di canfora). All’inizio ho percepito, oltre al legno di cedro, una miscela di agrumi che include citronella, mandarino, limone e arancio. Seguono le spezie come il cardamomo, il pepe nero e il tocco leggero del geranio. Il fondo pare scelto per dare al profumo qualche “basso” e il vetiver scorre sul velluto del patchouli per sfumare in una calda ambra alla vaniglia. Una goduria!
Armando Ilič Misasi, 14 aprile e 22 maggio 2017